Gli affreschi della Petrella dureranno sempre. [forse]
La tesi di Tania Bonanno
Ripatransone – Sala Consiliare del Comune 4 maggio 2019 ore 17
Santa Maria della Petrella, un’antica chiesetta di campagna del genere povero, come tante. Tuttavia l’avrebbe, una propria dignità architettonica, se qualcuno un po’ se ne curasse. Invece, nonostante vecchi e inadeguati restauri-ormai-bisognosi-di-restauri, è praticamente abbandonata. Finto-terremotata. Chiusa. Quando ci passi manco la guardi più. E’ solo un facile punto di riferimento: “passata la Petrella, pe’ Ripa so’ 3 chilometri”.
Se la chiesetta se la passa male, i suoi preziosi affreschi non stanno meglio. Hanno anche loro gli acciacchi dell’età, ma non hanno mai visto medico. Tania, che li ha amorevolmente studiati tanto da farci la tesi di laurea, nel partecipato incontro di sabato ce li ha mostrati uno per uno: quelli in basso sono quasi scomparsi per colpevole consunzione fisica o per i violenti graffitaggi ignoranti; quelli in alto resistono, ma appaiono stanchi, mutilati, quasi morenti. Li stiamo perdendo. Eppure, per la particolare tecnica con cui furono dipinti, loro durerebbero sempre. E questi della Petrella hanno appena 500 anni, dei giovinetti!
Per ridargli fiato, forse si potrebbe cominciare così:
- Via quegli orribili banchi attaccati alle pareti (ormai poco) affrescate. A protezione, si costruisca una semplice ma solida balaustra di ferro.
- Eliminare la spaventosa nicchia posticcia che contiene la statua di una madonna abusiva. Lei cosa c’entra? Mica era un’appestata che cercava ricovero. Perbacco, lì c’era un affresco, perduto per sempre.
- Spiccare l’offensivo lampadario centrale, portarlo a L’Antico e le Palme, o a casa di qualcuno, o in ricicleria, sempre 3 km da qua. Per l’illuminazione, 6 invisibili led di Brico.
- Via quegli ingressi posticci con serrande-Novelli da garage. Chiuderli con dei vecchi mattoni.
- Imperativamente rimettere al suo posto il magnifico affresco furbescamente sottratto (e ben restaurato) che ora sta al Museo. Fare piano che si rompe.
Fin qui basterebbero un 5 mila euro. Il Comune dirà che non ce l’ha, non credetegli. Ma comunque, visto che a messa si usa dar qualcosa, perché il prete non fa circolare un piattino raffigurante un affresco della Petrella e raccoglie soldi per quello? A ogni chiesa di Ripa un piattino con un affresco diverso. Con tutte ‘ste messe…
Poi certo bisognerà continuare, fare tante altre cose per rivitalizzare come si deve la chiesetta e gli affreschi, forse Tania ci “guiderebbe”… Ma diamoci noi una mossa subito, sennò stiamo freschi!
PGC - 6 maggio 2019
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